mercoledì 1 luglio 2009

signora Libertà, signorina Anarchia...




Vorrei essere Anarchico, ma non posso...

Spesso penso che sarebbe bello annichilire il ruolo dello Stato interventista per valorizzare in toto la potenza di una società civile indivdualista e responsabile che si faccia carico di leggi morali insite in ogni individuo, trovando consolazione nelle pubblicazioni di pensatori come Nock o Von Mises, profeti della lotta allo Stato tuttofare.


Ma tutto ciò, per ora, resta pura utopia, un sogno ahinoi irrealizzabile.Possiamo però, forti delle teorie liberali, optare per uno Stato minimo che si interessi solo di ambiti molto delicati come guerra, giustizia e tutela dei diritti fondamentali.


Dico questo perchè conosco bene che gli intenti della maggioranza delle persone sono tutto fuorchè morali e che spesso fraintendiamo l'individualismo con l'egoismo, sfociando in dispute animalesche indegne per un essere umano.


Cosa sarebbe quindi un mondo senza il diritto? Senza degli atti o fatti volti a prescrivere delle azioni umane per regolarne gli effetti? Ci sarebbe l'avvento di una Anarchia negativa che autorizzi tutti a lottare con gli altri per puro egoismo e mania di conquista.


Possiamo quindi concludere dicendo che lo Stato di Diritto positivo è funzionale ad una società e regola i rapporti che si istaurano tra le persone per evitare (o per cercare di evitare) contrasti che sarebbero invitabilmente sanguinosi."Ubi societas, ibi ius".


Una forma di Anarchia positiva avrebbe ragione di esistere "se e solo se" gli uomini facciano capo a norme morali insite nella propria coscienza che impediscano di uccidere un uomo non perchè si teme la carcerazione ma perchè si ha il rispetto per la dignità umana altrui, e mi rifaccio qui alla morale Kantiana.


Kant lo dice "le leggi morali sono in me" e questo è il presupposto per l'indipendenza da Stato, Religioni, Diritti e Governi...questo è il presupposto dell' Anarchia.


Ma finchè la natura umana resterà tale, dovremo accontentarci delle forme di governo artificiali che limitinogli effetti dei vizi dell'uomo.


Il caro Fabrizio De Andrè, Libertario e Anarchico, chiamava Signora la Libertà e signorina l'Anarchia...come se la prima fosse già una donna affermata e dominante e la seconda una dolce fanciulla in attesa di maturità. Una maturità che potrà avvenire solo se prima gli uomini sapranno maturare.




Ma questi sono sogni...restiamo coi piedi a terra!




Claudio Landi

domenica 28 giugno 2009

RAZZISMO POLITICO,VERGOGNA


Si parla tanto di tolleranza, di libertà e diritti, di apertura mentale, di pace e pacifismo e soprattutto di eguaglianza.
E nella maggiorparte dei casi ad usare questi slogan sono proprio i nostri avversari di sinistra, tanto indignati dalla politica contro l'immigrazione clandestina e reduci delle innumerevoli disfatte elettorali, incazzati neri, o meglio, rossi con chi invece governa bene e molto meglio di loro, con chi ottiene e mantiene il consenso popolare in nome dei veri diritti e delle vere libertà al di là degli slogan.
Ieri pomeriggio ero alla ricerca di una stanza per il prossimo anno accademico che trascorrerò come questo a studiare a Roma.
Nell'impresa sempre più ardua di trovare una sistemazione nella carissima Capitale, mi salta all'occhio un annuncio e lo leggo con attenzione.
All' inizio sembrava essere un annuncio normale e già stavo per cestinarlo poichè dedicato a studentesse. Ma leggendo con attenzione tra i requisiti del coinquilino "ideale" (o meglio idealizzato) trovo dei termini a dir poco scandalosi che appartengono a slogan usati dai Razzisti nel primo 900!
L'annuncio parla chiaro ed ora ve lo propongo in versione integrale:

AFFITTASI CAMERA SINGOLA in Viale Libia a ragazza (max 32) che studi o lavori
in appartamento misto di 120 mq composto da ingresso, 5 camere, 2 bagni,
cucina abitabile. Preferiamo persona dinamica, aperta, tollerante e
responsabile. No PDL, no veline o aspiranti, no manager, no matricole, no
animali. Si persone creative, curiose e con interessi, si
straniere motivate.
Catalanes benvingutes! Francaises aussi! 340 euro + spese.

Non si può restare indifferenti dinanzi a queste parole. Subito mi ritornano in mente i cartelli affissi fuori i negozi del regime Nazifascista riportanti la scritta "vietato l'ingresso agli ebrei e ai cani".
La gravità è la stessa, i termini pure e l'indignazione deve essere grande.
Io, da buon liberale, sono "Tollerante verso tutti, tranne verso gli Intolleranti" questi sono indvidui pericolosi che, pur sventolando la bandiera della tolleranza in piazza, non tollerano chi la pensa diversamente da loro, avanzando barriere e steccati ideologici che tardano ahinoi ad essere abbattuti.
Non mi rivolgo ai miei alleati politici, ma a tutte le persone che non solo si dichiarano ma sono realmente libere, aperte e tolleranti. Per condannare questi esempi di infelice protesta di razzismo politico affinchè non si trasformino in politica razzista.

martedì 9 giugno 2009

Che ne sarà di noi?


Con le ultime elezioni per il rinnovo del parlamento europeo sono emersi dei dati che ci lasciano perplessi dinanzi all' evoluzione del concetto di democrazia e di informazione che abbiamo in Italia, ma anche in Europa.
La non massiccia affluenza alle urne ha provocato un distorcimento (seppure parziale) delle preferenze.
Abbiamo così un PdL che , gonfiato dai sondaggi sbandierati a voce alta dallo stesso Silvio, ha invece registrato un risultato (35,26%) che non può essere giustificato solo alla luce dei vari Veronica, Noemi e Kakà...
Il Pd alla deriva recimola un misero 26,13% che dovrebbe far riflettere la dirigenza del partito sulle linee guida da adottare in futuro (se ci sarà un futuro) e valutare sulla campagna elettorale aggrappata a gossip e attacchi al premier che si è rivelata totalmente fallimentare.

Nonostante ampia maggioranza si rispecchia nei due più grandi partiti nazionali, aumentano le preferenze per i due partiti estremisti di ciascuna coalizione , da un lato la Lega Nord (10,20%) , dall'altro un' Italia dei Valori riempita di un giustizialismo estremo che le ha regalato un soddisfacente 8%.

Cresce di poco l' Unione di Centro (6,51) che, capitanata dal Democristiano Casini, nelle amministrative risulta essere sempre e comunque ago della bilancia, o da un lato o da un altro, ruolo sempre più orgogliosamente accentuato sia da i centristi che da Lega ed Idv.

Resta comunque il fatto che anche se Casini scendesse a patti con il diavolo Pd, non solo non riuscirebbero ma nemmeno a battere la corazzata PdL-Lega ma nemmeno a convivere pacificamente!

Gli estremi ideologici e nostalgici di un novecento che proprio non vuol finire non superano la soglia di sbarramento imposta dai "big" e così abbiamo la lista comunista di Diliberto che supera seppur di poco la coalizione della sbiadita "sinistra e libertà" del quale nome subito ci riporta alla nomenclatura adottata dal Berluska per i suoi vari cartelli elettorali del passato dai quali la sinistra ha preso spunto.
Ma se si pensa che le tre forze comuniste-socialiste (Comunisti, Sinistra e Libertà e Partito Comunista dei Lavoratori)unite avrebbero raggiunto un prezioso 7% io ci farei più di un pensiero riguardo ad un nuovo soggetto politico unitario più a sinistra del Pd (che non è di sinistra).

A destra non possiamo fare lo stesso discorso che abbiamo fatto per la sinistra estrema poichè gli estremisti nostalgici del Fascio assieme non raggiungeranno nemmno un misero 3% se si pensa che Storace perdendo ogni tipo di credibilità si è alleato con i partiti dell'autonomia, a malapena ha superato il 2% mentre gli altri Forza Nuova e Destra Sociale insieme superano quasi l'1%.

I riottosi Radicali tra eutanasia e libertinaggio agguantano un 2,42 che non fà tanto onore alle loro istanze che , seppur rispettabilissime, evidentemente non convincono gli italiani.

Resta però il fatto che l'astensionismo, specie in Europa ,è stato massiccio.
Questo disinteresse verso la consultazione elettorale più importante che ci possa essere è ingiustificabile.
In Europa decidono e noi dobbiamo sottostare alle loro decisioni.
Se siamo rappresentati saremo protagonisti e veri cittadini, se non c'è espressione di voto, scelta e quindi rappresentanza vi sarà sempre più l'ombra dell'oligarchia in un sistema amministrativo-politico e giuridico sempre più eurocentrico.



  • Ce la faranno mai i nostri eroi di Pd e PdL a creare un bipolarismo che sia finalmente bipartitico?Oppure resteranno per sempre ostggi di democristiani, giustizialisti e nordisti che pendono ancora sulle loro teste come spade di damocle?

  • Ce la farà il Pd ad uscire dal suo grigiore politico e decidere finalmente che tipo di politica adottare e quale Leader scegliere prima di disintegrarsi che lo faccia uscire dall'improduttività di uno stancante anti-berlusconismo?

  • Il PdL riuscirà a diventare autonomo dalle decisioni della Lega Nord senza fare miseri dietro-front come quello per il Referendum?
A proposito di Referendum, tra due settimane saremo chiamati nuovamente a votare e questa tornata elettorale è importante quasi quanto le Europee.
La legge elettorale è il filtro per la rappresentanza dei cittadini in parlamento da essa determina il tipo di rapporto tra cittadini e politica, è doveroso avere voce in capitolo per non lasciare che gli altri parlino per noi senza però ascoltarci.
L'attuale legge elettorale è una vera e propria "porcata" che io non ho mai condiviso e che annulla e storpia tutti i filtri democratici per la rappresentanza.
Il referendum con i suoi tre quesiti dei quali due che favoriscono le liste singole a scapito delle coalizioni-incucio con una soglia del 4% alla Camera ed 8% al Senato ; ed un altro che abrogherebbe il fenomeno vergognoso delle candidature multiple in più circoscrizioni, fenomeno che favorisce la sudditanza dei nuovi adepti di partito alle logiche di segreteria, storpiando quindi la rappresentanza.


I signori dell'astensionismo attentano la democrazia, è doveroso fermarli!

Corriamo alle urne per esprimere la nostra preferenza, che sia un Sì o un No, ma almeno esercitiamo il nostro dirito-dovere civico.
Io voterò tre volte , non sarà esauriente come modifica, ma è comunque un primo passo verso la normalità...


Claudio Landi

lunedì 11 maggio 2009

elezioni LUISS '09 - I ♥ SP



Innovazione nella continuità.
E' con questo spirito che stiamo portando avanti inseme la nostra campagna elettorale.Per non lasciare alle spalle il lavoro fatto dai nostri predecessori, e per continuare ad essere un efficace"ponte tra gli studenti e le istituzioni. Per una linea guida coerente, improntata sulla trasparenza e la piena disponibilità di confronto.

Illustrerò ora sinteticamente i punti del programma:

1 Studenti&Istituzioni: ASSEMBLEA MENSILE per far fronte ai problemi e alle proposte presentate dagli studenti.


2.Rappresentanza On-Line: Apertura sul sito Luiss.it di uno "sportello rappresentanza"dove poter contattare i rappresentanti e tenersi informati sulle nuove iniziative ed eventi.


3.Trasporto facile: Razionalizzazione dell'attuale servizio navetta con possibilità di effettuare corse per i colleghi della Residenza Universitaria di Via Antelao.


4.Ambiente: Attuare un piano di raccolta differenziata all'interno delle sedi, della residenza e degli uffici, per dare un forte esempio di sensibilità alle tematiche attuali riguardo l'emergenza ambientale del nostro pianeta.


5. Relazioni Internazionali: Ampliare l'offerta Erasmus e controllare l'effettiva convalida dei piani di studi all'estero e dei programmi ,prima della partenza, onde evitare di sostenere esami senza poi poterli convalidare.


Questi sono in breve i 5 punti del programma che è stato presentato oggi agli elettori.
Spero di poterli attuare ,una volta eletto, con il vostro aiuto sapendo di poter contare su un grande gruppo di amici coeso e compatto.

AL CONSIGLIO DI FACOLTA' TRIENNALE DI SCIENZE POLITICHE SCRIVI:
LANDI - I ♥ SP

giovedì 26 marzo 2009

la sociologia di "Gran Torino"


“Questa è socializzazione!” dice il vecchio Clint Eastwood ( nel film Walt Kowalski) in una bellissima scena del suo ultimo film “Gran Torino” quando lui, conservatore nel dna, si trovava a tavola con i suoi vicini asiatici a consumare pasti fino a prima sconosciuti e disprezzati.

Ma procediamo con ordine. Sono stato di recente al cinema a vedere questo film e la cosa che più mi ha colpito è stata quella di notare come la stampa e la critica si soffermi solo sulla facciata delle cose, e che oramai pochi hanno degli occhi in grado di penetrare l’apparenza per analizzare a fondo il vero significato di ciò che si vede.
Il film si suddivide il tre parti :
La prima è quella in cui la cultura americana conservatrice del vecchio Clint entra in contatto con quella dei nuovi vicini di casa , asiatici, che giudica negativamente alla luce della guerra di corea alla quale egli stesso partecipò da giovane.
Molto interessante è la fase in cui i cugini del piccolo Thao -che Walt scherzosamente chiama “Tardo” come una dimenticanza ed una difficoltà di approccio- cercano di farlo integrare nel Clan mediante un rito di iniziazione del quale la vittima è proprio la Ford Gran Torino parcheggiata gelosamente nel garage di casa Kowalski.
Walt riesce però ad evitare il furto.
La seconda parte è quella della fusione delle due culture , Thao rifiuta di entrare nella Gang e quindi è soggetto delle sanzioni da parte del gruppo , di qui la sparatoria fuori casa che suscita in Walt la voglia di difendere il proprio territorio.
I vicini asiatici allora riconoscono Walt come un Salvatore e dal giorno in cui salvò la sua famiglia Thao si sente in debito ed inizia a lavorare per lui per saldarlo.
Proprio in questa fase Clint entra di diritto nella cerchia dei vicini di casa partecipando a banchetti e a riti religiosi non appartenenti alla propria cultura.
Possiamo osservare come questo vecchio conservatore rigido e severo con tutti si tuffa in una cultura che non gli appartiene , pur sentendosi sempre a suo agio.

Le cose però si complicano quando il piccolo Thao ,ormai lavoratore e maturo grazie alle dritte di Walt ,viene nuovamente aggredito e derubato dai cugini. Questo episodio fa sì che Walt Kowalski decida di prendere in mano la situazione decidendo di affrontare una notte la gang a viso aperto , proprio come ai tempi di guerra.
La terza parte è quella forse più drammatica e cinematografica che esula un po’ dal significato altamente sociologico della prima e della seconda ma che però non nasconde quelli che sono le difficoltà di approccio delle diverse culture che si trovano in un luogo dove sono letteralmente “gettate” e lasciate vivere in una convivenza pericolosa e forzata al cospetto di uno stato del tutto assente e di una polizia distratta che induce ognuno a farsi giustizia da sé caricando il proprio fucile e facendo ricorso alla propria forza.

Il finale è drammatico Clint ,ormai in fin di vita per una brutta malattia, pulisce il fucile e lo ripone al suo posto , affida il suo cane alla vecchietta asiatica che parallelamente ricopre il suo ruolo dall’altra sponda e parte per la sua ultima sfida, infatti decide di sacrificare la sua vita per il bene di thao e della sua famiglia.


Il film si conclude con thao che guida la Gran Torino ormai lasciatagli in eredità da Walt che nulla ha lasciato nelle mani dei suoi figli, schiavi della società ultramoderna ed ultra americana che si situa agli antipodi della sua mentalità.

Elencate le parti fondamentali del film voglio sottolineare che ci sono state delle figure chiave per lo svolgimento della trama che rischierebbero però passare inosservate.

Abbiamo la figura del parroco dell’isolato, Padre Janovich, che dopo i funerali della moglie di Walt tenta invano in tutti i modi di avvicinarlo alla chiesa e proprio quando sembra esserci riuscito convincendolo a confessarsi, Walt decide di non confessare tutto al padre , preferendo affidare i suoi segreti ed i suoi ricordì più brutti al piccolo Thao come il massacro di decine di coreani.

Un’altra figura chiave è quella della sorellina di Thao unica nel film a possedere una mentalità aperta e moderna che si colloca a metà strada tra il pensiero estremista di Walt, della nonna , del cugino e del padre cattolico e dell’ultra modernità deresponsabilizzante della famiglia di Walt.
Questa ragazzina riesce a far avvicinare Walt alla sua cultura, riesce a convincerlo che la sua severità e il suo razzismo non lo porteranno da nessuna parte, solamente con l’ uso del dialogo , mentre fuori tutti usano armi per difendere il proprio pezzo di territorio.

Per concludere non mi resta da dire che questo grande film è stato giudicato male dalla critica cinematografica che ha elencato solamente il lato razzista ed ultraconservatore di Walt trascurando forse il significato altamente sociologico che credo abbia voluto dare Eastwood a questo film , di cui è stato protagonista,regista e produttore.

Molte volte occorre andare ben oltre la trama per estrapolare il vero significato delle cose.


Claudio Landi

giovedì 15 gennaio 2009

Laissez faire, laissez passer!


Le recenti iniziative della Lega e del ministro Maroni mi lasciano a dir poco stupefatto.
Credo che la nuova proposta di introdurre un “contributo” che vada dai dieci ai quattrocento euro da arte degli immigrati che richiedessero il permesso di soggiorno sia un vero e proprio attacco suicida.
Gli immigrati nel bene o nel male vengono nel nostro paese come nel resto d’europa per trovare salvezza, per lavorare, per sfamare le bocce dei loro cari nei paesi di origine e non si deve commettere il grossolano errore di tassarli per tentare disperatamente di ridurre l’ondata di immigrazioni.
Certo da sottolineare ci sono anche i molti crimini commessi dagli immigrati ma comunque i crimini li commettono spesso e volentieri anche gli italiani e moltissime volte chi finanzia e chi spinge gli stranieri a commettere crimini sono proprio italiani. Ma né il male né il bene conoscono colore della pelle alcuno.
Tornando alla felice trovata leghista vorrei far notare il fatto che oramai da un bel po’ di anni i lavori manuali oppure quelli che ora si considerano “indegni” per un italiano , vengono svolti prevalentemente da immigrati ,ergo, non possiamo farne a meno.
Lo straniero è stato storicamente sinonimo di intelligenza e ricchezza per il paese ospitante, si pensi agli ebrei oppure allo strapotere economico degli Stati Uniti d’America.
Si pensi poi alla cattolicissima Spagna che secoli orsono ,cullandosi sull'argento sudamericano, ebbe la brillante idea di cacciare dalla sua terra gli ebrei e i moriscos. Risultato? Questi ultimi si recarono in Olanda dove ,accolti a condizione che lavorassero, diedero l meglio di sé per arricchirsi e di conseguenza , grazie all' intervento della divina mano invisibile, arricchire il Paese che li ospitava.
Mi stupisce ancora di più il fatto che in Inghilterra e in Olanda ,paesi con una storica tradizione “Liberal” abbiano introdotto per prime questa ignobile tassa ed addirittura si fanno pagare 800 euro in Olanda mentre in Inghilterra ne fanno pagare 600.
Lasciamo liberi di arricchirsi gli immigrati e i soldi nelle casse dello Stato arriveranno prima ed in quantità maggiore di quanti ne arrivano se si pretende una tassa per il permesso di soggiorno.
Sarà una interpretazione un po’ troppo Liberale la mia ma credo che sia un rimedio giusto ,soprattutto in tempo di crisi.

Claudio Landi

lunedì 22 dicembre 2008

Riflessioni


Sono gli anni della dittatura dei mass media. Gran parte dell’ opinione pubblica si sposta seguendo l’obiettivo di una telecamera. Basta una frase per attirare l’attenzione e ne basta mezza per togliere l’attenzione.
I “dittatori” mediatici sono spesso e volentieri i capi carismatici ,e questi capi carismatici a volte sono duraturi e a volte sono effimeri…il tutto sotto l’occhio vigile delle telecamere.
C’è da dire però che ultimamente i punti all’ordine del giorno sono molti e quasi queste telecamere sono impazzite dato che piovono a raffica argomenti e i mezzi mediatici sono in piena proprio come i fiumi romani.
Crisi economica, federalismo fiscale , riforma della giustizia , riforma scolastica, la crisi del Pd, questione morale e ultimo arrivato il Presidenzialismo ..toh
Tutti argomenti di tutto rispetto che riformeranno radicalmente l’assetto politico e sociale del nostro Paese nel bene o nel male.
Ma comunque il rischio di piena c’è ed è anche forte ,e la cosa peggiore sarebbe trascurare qualche punto di quelli elencati sopra , tutti importantissimi.
E’ impresa alquanto ardua addentrarsi in discorsi tecnici ma non voglio risparmiare un mio ,seppur umilissimo, giudizio da libero cittadino.

Che la crisi economica sia il tema più importante e con la priorità più alta è risaputo. Dinanzi al collasso dell’economia mondiale c’è da rimboccarsi le maniche e lavorare,lavorare sodo per uscirne il più presto possibile con ogni mezzo. Perché il fine beh…in qualche modo giustifica i mezzi.
A mio avviso si dovrebbero rafforzare i meccanismi del libero mercato e dell’iniziativa privata per stimolare l’azione della “mano invisibile” unica ed insostituibile divinità dell’economia. Soldi alle famiglie (non parlo della quasi inutile Social Card) , e soldi alle imprese e lotta all’evasione fiscale, aumentando i controlli e permettendo a chi guadagna di più di non considerare questi guadagni più come un onere che come un onore ed eliminando il sistema auto-dichiarativo delle tasse.
Io sono un oppositore dello Statalismo e di tutti i suoi controlli sull’economia ,ma credo che in periodo di crisi ,come un padre spinge il figlio sull’altalena, lo stato debba intervenire in sussidio all’economia reale e non. Con i dovuti limiti.
L’errore da non commettere è quello di concentrare l’attenzione dei media solo ed esclusivamente sulla crisi , come un’ossessione...si finirebbe per demoralizzare il cittadino ed il fattore psicologico influenza moltissimo l’andamento della crisi. E’ per questo che ammiro quando “qualcuno” cerca di sdrammatizzare e questo qualcuno non lo fa per prendere sotto gamba la situazione, bensì per dare speranza e fiducia alla popolazione , come un vero allenatore dinanzi ad una squadra che perde.

Riguardo alla giustizia e alla questione morale, credo che la situazione risulti alquanto delicata e che necessita di un intervento di buon senso piuttosto che di prese di posizioni.
Per la giustizia da una parte abbiamo l’estremismo di Di Pietro ,dall’altra la voglia di mettere un freno allo strapotere dei Magistrati da parte di Berlusconi (assillatemi pure con commenti contro il premier come siete soliti fare…conosco la cantilena).
E’ chiaro che oramai non è un problema che riguarda la destra o la sinistra ma che è vivo in ogni schieramento e nessuno può dire che uno è più ladro dell’altro ,non si finirebbe mai di discutere…nell’estenuante gioco di vedere chi è più cattivo tra i due (assillatemi anche su questo vediamo chi più cattivo).
Un bel tema da tenere sempre al primo posto nell’agenda sarebbe la questione morale. intesa come filtro , come selezione e ricambio generazionale (non anagrafico). La politica ne ha bisogno ,l’Italia ne ha bisogno e questo deve vedere destra e sinistra unite contro i parassiti che infettano la scena politica e che inquinano la democrazia e la libertà del nostro paese. Buon senso appunto.

Due obiettivi che rivoluzioneranno radicalmente i connotati della nostra amata Nazione sono il Federalismo fiscale ed il tanto amato Presidenzialismo.
E’evidente che si mira al modello americano essendo queste due colonne portanti del sistema americano.
Già il mio amatissimo Toqueville ammirava il federalismo americano e la decentralizzazione dello stato , lodando lo spirito di libera iniziativa del cittadino americano. Siamo ben lontani è vero dallo spirito di cittadinanza che troviamo negli Usa ma tentar non nuoce ed è bene iniziare a muovere i primi passi.
Apro e chiudo una piccola parentesi sociologica per avere più chiaro il quadro della situazione.

Akbar, uno dei più grandi imperatori dell’ Impero Mogol, nel 1575 istituì un nuovo sistema fiscale ,basato sulla raccolta centralizzata delle imposte.Lo stato divenne così un insaziabile Leviatano. Il sistema ideato e costruito da Akbar era regolato dal principio della centralizzazione assoluta e animato dalla ferrea volontà di garantire il controllo burocratico dell’economia. il risultato fu che non vi era un ricco che osasse rendere nota la sua ricchezza dal momento che il governatore avrebbe immediatamente trovato un pretesto per rovinarlo. La proprietà privata,quindi, era sommariamente insicura. In breve: il sistema akbarita fu una macchina divoratrice di ricchezze che strozzava metodicamente l’iniziativa privata, portando l’economia al collasso.” ( L.Pellicani)


Spero che questo esempio sia stato sufficiente per rendere l’idea della differenza tra centralizzazione e federalismo fiscale , basti confrontare il modello centralizzato akbarita con qualunque stato in cui vige il sistema federale.
Oltre ad un capriccio della Lega è anche una cosa buona…anche se il sud soffrirà parecchio sappiamo benissimo che “si muore un po’ per poter vivere” come recita una famosa canzone.
Il Federalismo a mio avviso cammina di pari passo al Presidenzialismo e dovrebbero essere studiate insieme ed attuate contemporaneamente.
Il Presidenzialismo funziona in America ed assicura stabilità al governo . Allo stesso modo con il sistema di Semi-Presidenzialismo adottato in Francia.
In Italia invece abbiamo un governo che potrebbe cadere da un momento all’altro ,ostaggio di opposizioni o di esponenti capricciosi in maggioranza.
Per uscire dalle varie crisi morali ,economiche e sociali c’è bisogno di un governo stabile ed il Presidenzialismo (o semi-p.) permetterà ai futuri governi di reggersi sulle proprie gambe e di lavorare con tranquillità senza dar troppo peso ai giochi di poltrone e agli equilibri sempre più instabili tra correnti ed esponenti vari.
E’ un periodo difficile dal quale usciremo cambiati ,stravolti ed affannati…la ricetta c’è e gli ingredienti sono : il dialogo costruttivo tra maggioranza ed opposizione sui temi importanti , il buon senso dei cittadini e dei loro rappresentanti per aiutare la politica a superare la questione morale, cambiamento del sistema politico italiano, ed un minimo di spinta da parte dello Stato all’economia per incentivare la libera iniziativa ed il made in Italy.

Auguri di Buon Natale , Italia!


Claudio Landi